Uscire dalla ruota

Ogni giorno ci guardiamo intorno e vediamo tante persone infelici che corrono come criceti sulla ruota dentro una gabbia. Perché? Per onorare il dio denaro. Il pensiero economico finanziario ha distrutto la capacità del lavoro di generare appagamento e realizzazione. Si lavora per produrre denaro e altro denaro anziché per dare un contributo concreto al benessere. In poche parole, si lavora per lavorare, schiavi dei ricatti del mercato. A causa di questo, l’essere umano rinuncia alla propria identità, umanità, socievolezza e fratellanza. 

In questo mondo in cui l’unico obiettivo delle imprese è diventato il profitto, reale o illusorio, spesso inesistente dove a pagarne le conseguenze è la comunità, Riparto nasce come progetto collettivo. Per restituire dignità e anche felicità alle persone che con i loro ruoli stanno nelle imprese: imprenditori, manager, professionisti, dipendenti… Per indurre la consapevolezza della nostra schiavitù. Per combattere contro il vantaggio di pochi a scapito di molti. Per liberarci dal laccio del debito concesso al solo fine di ottenere potere e arricchire chi lo esercita. 

Ci piace pensare di camminare sulla traccia di grandi maestri dell’Umanità che ci hanno mostrato che il sogno può realizzarsi e ci hanno insegnato la forza dell’alleanza: un sogno comune è più potente di un’aspirazione individuale. Ci piace pensare che il mondo sia la nostra casa da proteggere e curare. 

A questo noi siamo pronti. Pronti a stringere alleanze, a prenderci cura, a restituire tempo e vita. 

Pronti a educare le nuove generazioni al valore dell’errore. Alla sua gestione e all’umanità che ne scaturisce. Pronti a costruire un’identità capace di sentire comunanza, dove si può fallire e rinunciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. Pronti a rialzarci da una brutta caduta e “ripartire.”